BRINDISI – “Non c’entriamo nulla con la decisione di chiudere al traffico piazza Dante. Non sappiamo neanche se saranno più i vantaggi o gli svantaggi che deriveranno per noi da questo provvedimento”. Vincenzo Lapertosa, titolare del ristorante Acquapazza, e Marco Di Martino, titolare della bruschetteria Carpe diem, salgono sul banco degli imputati dopo le accuse rivolte nei loro confronti da parte dei residenti del Centro Storico. Un paio di giorni fa, alcuni operai hanno dato esecuzione all’ordinanza con cui l’assessorato alle attività produttive del Comune di Brindisi ha disposto l’interdizione della piazza al traffico veicolare. Un paio di transenne in ferro battuto bloccano l’accesso alla piazza sia da via Santa Barbara che da via Santa Teresa.L’accusa rivolta all’Amministrazione comunale è quella di aver adottato una scelta funzionale esclusivamente agli interessi dei commercianti, senza tener conto dei disagi che ne deriveranno per i cittadini.
“Alcuni mesi fa”, spiegano i commercianti, “abbiamo chiesto al Comune il permesso di installare un paio di gazebo dinnanzi all’ingresso dei ristoranti. Non avevamo la minima idea che l’assessorato ai trasporti avrebbe successivamente disposto la chiusura al traffico della piazza”.
Lapertosa giudica le rimostranze dei commercianti pretestuose e infondate. “Questa è una città in cui, ogni qualvolta si cerca di fare qualcosa di originale, c’è sempre qualcuno pronto a metterti i bastoni fra le ruote. Non penso che per i cittadini possa costituire un immane sacrificio dover percorrere 50 metri in più per immettersi, attraverso vico Bianco, in via Santa Barbara. Sinceramente fatico a comprendere le lamentele lanciate a gran voce negli ultimi giorni”.
Di Martino ha aperto il Carpe Die cinque anni fa. Da tre anni, ogni Estate, espone un gazebo all’aperto.
“I residenti denunciano i vantaggi che noi trarremmo dalla chiusura al traffico della strada. Ma forse dimenticano che, da cinque anni, cittadini con scarso civico posteggiano la loro auto di fronte all’ingresso del locale, creando seri disagi alla clientela”.
Lapertosa e Di Martino non ci stanno a passare per privilegiati e rimarcano i sacrifici che devono quotidianamente sostenere per mandare avanti le rispettive attività.
“Brindisi è una città che manca d’iniziativa”, afferma Lapertosa, “tutti sembrano intenzionati a coltivare il proprio orticello, senza prestare alcuna attenzione all’interesse altrui”.
De Martino fa notare come quasi tutti i Centri storici italiani siano off – limits al traffico automobilistico. “E’ una questione di civiltà”, spiega il gestore del Carpe Diem, “forse in pochi ricordano gli ingorghi che si venivano a creare quando la piazza restava aperta al transito dei mezzi a motore. Soprattutto l’Estate, poi, la situazione diverrebbe ingovernabile”. "Leggi l'articolo completo sull'edizione di Senzacolonne oggi in edicola"
Di Martino ha aperto il Carpe Die cinque anni fa. Da tre anni, ogni Estate, espone un gazebo all’aperto.
“I residenti denunciano i vantaggi che noi trarremmo dalla chiusura al traffico della strada. Ma forse dimenticano che, da cinque anni, cittadini con scarso civico posteggiano la loro auto di fronte all’ingresso del locale, creando seri disagi alla clientela”.
Lapertosa e Di Martino non ci stanno a passare per privilegiati e rimarcano i sacrifici che devono quotidianamente sostenere per mandare avanti le rispettive attività.
“Brindisi è una città che manca d’iniziativa”, afferma Lapertosa, “tutti sembrano intenzionati a coltivare il proprio orticello, senza prestare alcuna attenzione all’interesse altrui”.
De Martino fa notare come quasi tutti i Centri storici italiani siano off – limits al traffico automobilistico. “E’ una questione di civiltà”, spiega il gestore del Carpe Diem, “forse in pochi ricordano gli ingorghi che si venivano a creare quando la piazza restava aperta al transito dei mezzi a motore. Soprattutto l’Estate, poi, la situazione diverrebbe ingovernabile”. "Leggi l'articolo completo sull'edizione di Senzacolonne oggi in edicola"





















