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Giovedì
9 Settembre
2010
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Terra Bruciata, Pugliese resta dentro

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BRINDISI – Il Riesame non significa libertà per i brindisini  arrestati il primo luglio scorso con l’accusa di aver fatto terra bruciata tra furti di auto nella logica del cavallo di ritorno e spaccate ai danni di negozi. Quaranta episodi in tre mesi, alla fine del 2006. Restano “dentro” Danilo Pugliese, 41 anni, ritenuto l’ombra del sodalizio, e Ivano Cannalire, 27 anni, alias “Nerone2, i primi a ricorrere al Tribunale della libertà. Beneficia dei domiciliari Davide Tramacere, 27 anni, detto  “Ta-Ta”, l’unico ad ammettere gli addebiti in sede di interrogatorio davanti al gip.  Dovranno attendere il responso dei giudici Marco Greco, 26 anni, ribattezzato con il soprannome di “Squicchi”” e Sandro Antonino, 28 anni, ritenuto il capo del gruppo: il primo ha affrontato il Riesame nella giornata di ieri, l’altro a fine mese.
Il primo a ricorrere al Tribunale di Lecce in funzione di Riesame, nella speranza di ottenere la libertà, o in subordine il trasferimento ai domiciliari, è stato Pugliese, assistito dall’avvocato Daniela D’Amuri: la scorsa settimana, la difesa ha giocato la carta della mancanza di uno dei presupposti alla base dell’applicazione della misura cautelare, rappresentata dall’attualità delle esigenze, posto che i fatti contestati si riferiscono alla fine del 2006. E che il pericolo di inquinamento delle prove, risulta azzerato, anche in considerazione del fatto che Pugliese era già ristretto in carcere per scontare una condanna definitiva per estorsione, assieme alla possibilità di reiterazione del reato e al rischio di fuga. Niente da fare. L’impostazione della difesa non ha convinto i giudici che, di conseguenza, hanno confermato in toto l’impostazione contenuta nell’ordinanza. Arresti in carcere (nella casa circondariale di Parma, in cui è ristretto da un anno). Il Tribunale del Riesame ha riconosciuto il beneficio dei domiciliari per Tramacere, l’unico a non fare scena muta nell’ufficio del giudice per le indagini preliminari: alla presenza dell’avvocato D’Amuri ha fatto mea culpa, rompendo il silenzio degli indagati che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Due gli episodi contestati, per i quali il gip ha ravvisato le esigenze cautelari e il Riesame ha concesso i domiciliari: il furto di una Mini Cooper a Acquarica del Capo, frazione del comune di Vernole, nel Leccese, l’8 marzo 2007, assieme a Cosimo Papa e ad Alioscha Lazzoi, la cui posizione è stata stralciata non essendo ancora maggiorenne all’epoca dei fatti. La competenza è della Procura dei minori.
Il giorno successivo, stando ai risultati delle indagini, furto di una Fiat Multipla, a Brindisi, assieme a Lazzoi e a Sandro Antonino.
Nessun beneficio per Ivano Cannalire che proprio nel giorno in cui gli agenti della Mobile hanno dato esecuzione alle ordinanze avrebbe lasciato il carcere di Brindisi, dopo due settimane trascorse in cella per violazione degli obblighi imposti: il suo legale, Luca Leoci, aveva chiesto l’attenuazione della misura.
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 28 Luglio 2010 18:03 )  

 

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