Brindisi - Il carbone utilizzato alla Federico II sarà ridotto del 10%. Da subito. Entro tre anni sarà contenuta l’emissione del 15% di Co2 attraverso la costruzione di un impianto di cattura. In meno di tre anni, poi, sarà realizzata la copertura del carbonile. Inoltre l’Enel si impegna a dimezzare le emissioni massiche, allo scopo di eliminare, soprattutto, le polveri sottili che si depositano al suolo. E’ il risultato dell’incontro brindisino tra Enel ed Istituzioni svoltosi ieri pomeriggio a Palazzo Nervegna. Una circostanza attesa che ieri s’è svolta in un clima surreale. All’esterno i detrattori. Quelli del “No al carbone“ che con striscioni e megafoni hanno rappresentato il proprio punto di vista, già illustrato in mattinata nel corso di una conferenza stampa indetta da Legambiente. All’interno Mennitti, Ferrarese e Giuseppe Marinò di Confindustria ad attendere l’arrivo di Loredana Capone (vice presidente della Provincia di Lecce) e di Nichi Vendola, governatore della Puglia.
E poi tutti insieme ad attendere Enel, arrivata in grande spolvero con Gianfilippo Mancini, direttore Divisione Generazione & Energy Management e Divisione Mercato, Roberto Renon, responsabile area carbone e Massimo Bruno, responsabile Relazioni esterne territoriali. S’è trattato, in sostanza di riprendere le fila del discorso già iniziato lo scorso 12 ottobre a Bari.
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