www.senzacolonne.it senzacolonne.it portale multimediale del quotidiano Senzacolonne di Brindisi /index.php?option=com_content&view=frontpage 2012-05-17T11:49:58Z Joomla! 1.5 - Open Source Content Management Wta Roma: La Pennetta vola agli ottavi di finale 2012-05-17T08:43:56Z 2012-05-17T08:43:56Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17945:wta-roma-la-pennetta-vola-agli-ottavi-di-finale&amp;catid=98:altri-sport&amp;Itemid=291 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/sport-varie/flavia_pennetta_02.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" /><span class="commentBody">ROMA - Prosegue vincente Flavia Pennetta che senza nessun problema accede agli ottavi di finale nel torneo WTA  Premier di Roma (2.168.400 dollari, terra). La tennista pugliese attualmente posizionata ventunesima nella classifica mondiale ha eliminato al secondo turno l’americana Sloane Stephens classe 1993 e numero novantadue del mondo in 1 ora e 28 minuti con il risultato finale di 6-2\6-3. Il match si è aperto subito nel migliore dei modi per Flavia che nel primo set con grinta, determinazione e concentrazione ha lasciato solo briciole alla sua avversaria (molto fallosa),  strappandole la battuta al terzo e nel quinto gioco senza concederle nulla nel servizio (ha perso solo tre punti al servizio) e vincendo il primo set con un netto 6-2. Nel secondo set ha mostrato un istante di difficoltà, infatti ha perso in due occasioni un break di vantaggio, ovvero nel secondo gioco e sul 3 a 2 permettendo all’avversaria un immediato controbreak. Sul 3 pari, Flavia ha recuperato e ha  brekkato nuovamente la giocatrice statunitense, passando in vantaggio per 5 a 3. La Pennetta dopo aver mancato due palle match sul 15-40, alla quarta opportunità, ha tolto nuovamente il servizio alla Stephens conquistando l’incontro per 6 a 3.  Il prossimo ostacolo per la tennista brindisina sarà Petra Cetkovska, classe 1985 e posizionata ventottesima nella classifica mondiale. Le tenniste si equivalgono, sono vicine in classifica e quasi coetanee quindi il match sarà sicuramente più combattuto rispetto a questo del secondo turno contro la giovane Stephens, ma Flavia uscirà come sempre la sua straordinaria grinta che fino ad oggi le ha permesso di regalare grandi soddisfazioni alla sua città.</span></div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/sport-varie/flavia_pennetta_02.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" /><span class="commentBody">ROMA - Prosegue vincente Flavia Pennetta che senza nessun problema accede agli ottavi di finale nel torneo WTA  Premier di Roma (2.168.400 dollari, terra). La tennista pugliese attualmente posizionata ventunesima nella classifica mondiale ha eliminato al secondo turno l’americana Sloane Stephens classe 1993 e numero novantadue del mondo in 1 ora e 28 minuti con il risultato finale di 6-2\6-3. Il match si è aperto subito nel migliore dei modi per Flavia che nel primo set con grinta, determinazione e concentrazione ha lasciato solo briciole alla sua avversaria (molto fallosa),  strappandole la battuta al terzo e nel quinto gioco senza concederle nulla nel servizio (ha perso solo tre punti al servizio) e vincendo il primo set con un netto 6-2. Nel secondo set ha mostrato un istante di difficoltà, infatti ha perso in due occasioni un break di vantaggio, ovvero nel secondo gioco e sul 3 a 2 permettendo all’avversaria un immediato controbreak. Sul 3 pari, Flavia ha recuperato e ha  brekkato nuovamente la giocatrice statunitense, passando in vantaggio per 5 a 3. La Pennetta dopo aver mancato due palle match sul 15-40, alla quarta opportunità, ha tolto nuovamente il servizio alla Stephens conquistando l’incontro per 6 a 3.  Il prossimo ostacolo per la tennista brindisina sarà Petra Cetkovska, classe 1985 e posizionata ventottesima nella classifica mondiale. Le tenniste si equivalgono, sono vicine in classifica e quasi coetanee quindi il match sarà sicuramente più combattuto rispetto a questo del secondo turno contro la giovane Stephens, ma Flavia uscirà come sempre la sua straordinaria grinta che fino ad oggi le ha permesso di regalare grandi soddisfazioni alla sua città.</span></div> Finto dietologo abusava sessualmente delle pazienti, arrestato 2012-05-17T07:30:32Z 2012-05-17T07:30:32Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17944:finto-dietologo-abusava-sessualemnte-delle-pazienti-arrestato&amp;catid=88:cronaca-nazionale&amp;Itemid=282 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/forze-ordine/carabinieri_foto.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />RAVENNA - Un sessantenne, originario di San Vito dei Normanni ma residente a Cervia, è stato arrestato ieri in quel centro. L'uomo, non solo si spacciava per dietologo e fisioterapista, ma avrebbe pure compiuto atti sessuali su diverse pazienti che si erano rivolte a lui per perdere peso. Il 60enne, già denunciato nel 2011 dai Nas per esercizio abusivo della professione medica con il conseguente sequestro dello studio e delle relative apparecchiature, aveva poi ottenuto il dissequestro e aveva riaperto continuando a fare visite in ambulatorio durante le quali - secondo le indagini dei carabinieri del Reparto Operativo-Nucleo Investigativo di Ravenna - avrebbe compiuto atti sessuali su donne in soggezione psichica che lo avevano contattato per perdere chili. Alcune di loro avevano poi denunciato l'accaduto facendo così scattare le indagini coordinate dal Pm Angela Scorza alla luce delle quali il Gip del Tribunale di Ravenna ha emesso il provvedimento restrittivo a carico del sessantenne.</div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/forze-ordine/carabinieri_foto.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />RAVENNA - Un sessantenne, originario di San Vito dei Normanni ma residente a Cervia, è stato arrestato ieri in quel centro. L'uomo, non solo si spacciava per dietologo e fisioterapista, ma avrebbe pure compiuto atti sessuali su diverse pazienti che si erano rivolte a lui per perdere peso. Il 60enne, già denunciato nel 2011 dai Nas per esercizio abusivo della professione medica con il conseguente sequestro dello studio e delle relative apparecchiature, aveva poi ottenuto il dissequestro e aveva riaperto continuando a fare visite in ambulatorio durante le quali - secondo le indagini dei carabinieri del Reparto Operativo-Nucleo Investigativo di Ravenna - avrebbe compiuto atti sessuali su donne in soggezione psichica che lo avevano contattato per perdere chili. Alcune di loro avevano poi denunciato l'accaduto facendo così scattare le indagini coordinate dal Pm Angela Scorza alla luce delle quali il Gip del Tribunale di Ravenna ha emesso il provvedimento restrittivo a carico del sessantenne.</div> Una jungla? No, è l'erba del Sant'Elia 2012-05-17T05:34:33Z 2012-05-17T05:34:33Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17932:una-jungla-no-e-lerba-del-santelia&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/rioni/erba-santelia.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI - Erba alta e sporcizia ovunque. I residenti e i commercianti lanciano l’allarme igienico-sanitario e sicurezza. “Sant’Elia è una giungla. Ci hanno dimenticati. I mancati interventi di pulizia mettono a repentaglio la nostra sicurezza” urla la gente. Allora alcuni scrivono per l’ennesima volta al Comune. Camminando per le strade del quartiere Sant’Elia nei pressi di via Ligabue, si ha come l’impressione di essersi tuffati in un ambiente ben lontano dal centro urbano. Sembrerebbe di essere realmente in una “giungla”, come lamenta la gente. Una giungla sia per quanto concerne le condizioni igienico sanitarie del circondario, che per quanto riguarda il comportamento adottato da alcuni che anche se a Sant’Elia ci vivono, non si curano minimamente dell’ambiente che circonda le proprie case contribuendo all’inquinamento del rione. Erba altissima sulla maggior parte delle aree verdi del quartiere.  In alcuni punti i fili verdi hanno raggiunto un’altezza ragguardevole, che supera addirittura i 2 metri. Molti marciapiedi sono impraticabili, perché i rovi che dalle distese di terra si estendono fino alla strada occupano la porzione di area calpestabile adibita al traffico pedonale. Chi passa di lì, e impossibilitato a scendere dal marciapiedi per evitare di essere investito, si ritrova le gambe piene di graffi, o ben che vada i pantaloni pieni di pezzi residuali di erba che per via del contatto con la vegetazione incolta, ci rimangono attaccati. </div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/rioni/erba-santelia.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI - Erba alta e sporcizia ovunque. I residenti e i commercianti lanciano l’allarme igienico-sanitario e sicurezza. “Sant’Elia è una giungla. Ci hanno dimenticati. I mancati interventi di pulizia mettono a repentaglio la nostra sicurezza” urla la gente. Allora alcuni scrivono per l’ennesima volta al Comune. Camminando per le strade del quartiere Sant’Elia nei pressi di via Ligabue, si ha come l’impressione di essersi tuffati in un ambiente ben lontano dal centro urbano. Sembrerebbe di essere realmente in una “giungla”, come lamenta la gente. Una giungla sia per quanto concerne le condizioni igienico sanitarie del circondario, che per quanto riguarda il comportamento adottato da alcuni che anche se a Sant’Elia ci vivono, non si curano minimamente dell’ambiente che circonda le proprie case contribuendo all’inquinamento del rione. Erba altissima sulla maggior parte delle aree verdi del quartiere.  In alcuni punti i fili verdi hanno raggiunto un’altezza ragguardevole, che supera addirittura i 2 metri. Molti marciapiedi sono impraticabili, perché i rovi che dalle distese di terra si estendono fino alla strada occupano la porzione di area calpestabile adibita al traffico pedonale. Chi passa di lì, e impossibilitato a scendere dal marciapiedi per evitare di essere investito, si ritrova le gambe piene di graffi, o ben che vada i pantaloni pieni di pezzi residuali di erba che per via del contatto con la vegetazione incolta, ci rimangono attaccati. </div> Cara o dormitorio: così vengono accolti 2012-05-17T05:31:44Z 2012-05-17T05:31:44Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17931:cara-o-dormitorio-cosi-vengono-accolti&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/enti/restinco.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI - Scappano dall’inferno per sopravvivere, arrivano a bordo di barconi, soffrono la fame e la sete. Si nascondono sotto i camion, per interi giorni. Poi si ritrovano in Italia emarginati, soli, discriminati perché hanno la faccia scura e parlano un’altra lingua. Imprigionati in dei non luoghi, come Restinco, oppure rispediti indietro, a morire.  Vengono bollati indistintamente come: clandestini, immigrati, rifugiati, extracomunitari. Un’etichetta che a loro non fa differenza, in fondo forse nemmeno a chi li accoglie. E invece quella parola dovrebbe farla la differenza, un rifugiato politico chiede aiuto, scappa da guerra e miseria. Invece giungono a Brindisi e vengono messi in un angolo, vivono tra loro, sono messi in mezzo solo quando servono per lotte ideologiche, politiche, o come capro espiatorio di qualche coscienza.  Il dormitorio (sulla strada provinciale per San Vito) chiude? A chi importa dove andranno a finire gli ospiti. Restinco è in condizioni igienico-sanitarie preoccupanti? Soluzione: deve sparire. Quando invece si potrebbe permettere ad associazioni come l’Aisf (che si è fatta avanti in questo senso) di studiare e tenere sotto controllo la situazione.</div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/enti/restinco.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI - Scappano dall’inferno per sopravvivere, arrivano a bordo di barconi, soffrono la fame e la sete. Si nascondono sotto i camion, per interi giorni. Poi si ritrovano in Italia emarginati, soli, discriminati perché hanno la faccia scura e parlano un’altra lingua. Imprigionati in dei non luoghi, come Restinco, oppure rispediti indietro, a morire.  Vengono bollati indistintamente come: clandestini, immigrati, rifugiati, extracomunitari. Un’etichetta che a loro non fa differenza, in fondo forse nemmeno a chi li accoglie. E invece quella parola dovrebbe farla la differenza, un rifugiato politico chiede aiuto, scappa da guerra e miseria. Invece giungono a Brindisi e vengono messi in un angolo, vivono tra loro, sono messi in mezzo solo quando servono per lotte ideologiche, politiche, o come capro espiatorio di qualche coscienza.  Il dormitorio (sulla strada provinciale per San Vito) chiude? A chi importa dove andranno a finire gli ospiti. Restinco è in condizioni igienico-sanitarie preoccupanti? Soluzione: deve sparire. Quando invece si potrebbe permettere ad associazioni come l’Aisf (che si è fatta avanti in questo senso) di studiare e tenere sotto controllo la situazione.</div> Scu, il clan dei Bruno incassa 12 condanne 2012-05-17T05:26:58Z 2012-05-17T05:26:58Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17929:scu-il-clan-dei-bruno-incassa-12-condanne&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/foto-arresti/vincenzo-bleve.jpg" border="0" title="Vincenzo Bleve" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – Esisteva una frangia torrese della Sacra Corona Unita, un gruppo composto da dodici brindisini, tutti condannati: più di un secolo di reclusione è stato inflitto dalla Corte d’Appello di Lecce, con l’accusa di aver fatto parte dell’associazione di stampo mafioso, ritenuta guidata da Andrea Bruno, fratello dell’ergastolano Ciro. Esattamente come aveva sostenuto la Dda nel processo di primo grado, in abbreviato. La sentenza. Il conto finale inflitto dalla Corte salentina, presidente Luca Cucchiara, è arrivato a 117 anni, a fronte della richiesta di un secolo e mezzo invocata dal procuratore generale che, nelle conclusioni, ha rinviato per intero alla ricostruzione del sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza, aggiunto della Procura di Brindisi, all’Antimafia di Lecce, secondo cui tutti e dodici gli imputati avrebbero preso parte al sodalizio, definito a conclusione dell’inchiesta chiamata Canali, sulla contrada di Torre Santa Susanna, residenza della famiglia Bruno, che nel 2008 sfociò negli arresti. Gli imputati. </div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/foto-arresti/vincenzo-bleve.jpg" border="0" title="Vincenzo Bleve" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – Esisteva una frangia torrese della Sacra Corona Unita, un gruppo composto da dodici brindisini, tutti condannati: più di un secolo di reclusione è stato inflitto dalla Corte d’Appello di Lecce, con l’accusa di aver fatto parte dell’associazione di stampo mafioso, ritenuta guidata da Andrea Bruno, fratello dell’ergastolano Ciro. Esattamente come aveva sostenuto la Dda nel processo di primo grado, in abbreviato. La sentenza. Il conto finale inflitto dalla Corte salentina, presidente Luca Cucchiara, è arrivato a 117 anni, a fronte della richiesta di un secolo e mezzo invocata dal procuratore generale che, nelle conclusioni, ha rinviato per intero alla ricostruzione del sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza, aggiunto della Procura di Brindisi, all’Antimafia di Lecce, secondo cui tutti e dodici gli imputati avrebbero preso parte al sodalizio, definito a conclusione dell’inchiesta chiamata Canali, sulla contrada di Torre Santa Susanna, residenza della famiglia Bruno, che nel 2008 sfociò negli arresti. Gli imputati. </div> Rapina, condanna con sconto 2012-05-17T05:22:15Z 2012-05-17T05:22:15Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17928:rapina-condanna-con-sconto&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/foto-arresti05/arresto-licciulli.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI -  Condanna in Appello con lo “sconto”: la Corte di Lecce ha apprezzato la condotta di Damiano Licciulli, brindisino, 27 anni, che si costituì per la rapina consumata nella gioielleria “Renna Petrera” nel 2011 e gli ha infitto la pena di tre anni e nove mesi a fronte dei quattro anni e otto mesi decisi in primo grado. La sentenza. Il verdetto dei giudici salentini è arrivato nella mattinata di ieri, quando il presidente della Corte, Luca Cucchiara, ha dato lettura del dispositivo dopo aver ascoltato le richieste delle parti. Da un lato, il procuratore generale che ha invocato la conferma della sentenza di primo grado, dall’altro l’avvocato di fiducia dell’imputato, Luca Leoci, che nei motivi di Appello aveva sottolineato la sproporzione tra la pena e la condotta tenuta da Licciulli perché una volta appreso di essere ricercato dagli agenti della Mobile per il colpo, si presentò spontaneamente negli uffici della Questura e a distanza di qualche giorno venne tradotto in carcere, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare che il pubblico ministero Milto Stefano De Nozza aveva chiesto sulla base delle informative di reato firmate dal vice questore aggiunto Francesco Barnaba. Il comportamento. Licciulli, una volta interrogato, ammise tutto. Confessò il colpo avvenuto la mattina del 10 gennaio dello scorso anno, attorno alle 11, cercò di fornire una spiegazione facendo riferimento alla mancanza di lavoro, tutto parlando sempre in prima persona. </div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/foto-arresti05/arresto-licciulli.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI -  Condanna in Appello con lo “sconto”: la Corte di Lecce ha apprezzato la condotta di Damiano Licciulli, brindisino, 27 anni, che si costituì per la rapina consumata nella gioielleria “Renna Petrera” nel 2011 e gli ha infitto la pena di tre anni e nove mesi a fronte dei quattro anni e otto mesi decisi in primo grado. La sentenza. Il verdetto dei giudici salentini è arrivato nella mattinata di ieri, quando il presidente della Corte, Luca Cucchiara, ha dato lettura del dispositivo dopo aver ascoltato le richieste delle parti. Da un lato, il procuratore generale che ha invocato la conferma della sentenza di primo grado, dall’altro l’avvocato di fiducia dell’imputato, Luca Leoci, che nei motivi di Appello aveva sottolineato la sproporzione tra la pena e la condotta tenuta da Licciulli perché una volta appreso di essere ricercato dagli agenti della Mobile per il colpo, si presentò spontaneamente negli uffici della Questura e a distanza di qualche giorno venne tradotto in carcere, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare che il pubblico ministero Milto Stefano De Nozza aveva chiesto sulla base delle informative di reato firmate dal vice questore aggiunto Francesco Barnaba. Il comportamento. Licciulli, una volta interrogato, ammise tutto. Confessò il colpo avvenuto la mattina del 10 gennaio dello scorso anno, attorno alle 11, cercò di fornire una spiegazione facendo riferimento alla mancanza di lavoro, tutto parlando sempre in prima persona. </div> Muore solo, lontano da casa. Ma sono in tanti a piangerlo 2012-05-17T05:18:58Z 2012-05-17T05:18:58Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17927:muore-solo-lontano-da-casa-ma-sono-in-tanti-a-piangerlo&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/morti02/alex-owie.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – L’ha trovato un amico quando è entrato nella sua abitazione per svegliarlo. Era il loro rito mattutino. Ma gli occhi, Alex Owie, nigeriano di 28 anni, non potrà più riaprirli. E’ morto da solo, nella notte. Dopo l’amara scoperta, avvenuta ieri mattina in Bastioni Carlo V, il connazionale è uscito fuori dall’abitazione disperato, chiedendo aiuto. Ha chiamato i carabinieri, che sono prontamente intervenuti. Non c’è stato, purtroppo, bisogno di chiamare i soccorsi. Per il 28enne non c’era già più niente da fare. Nel tardo pomeriggio un esame chiarirà che si è trattato di morte naturale. Arresto cardio-circolatorio per edema polmonare, per la precisione. Immediatamente si è sparsa la notizia nella comunità nigeriana che vive a Brindisi. Come in altre occasioni, quando un connazionale si è trovato in difficoltà o ha subito un torto, è scattata la solidarietà di bandiera, quella a bande verdi e bianche del Paese africano. Un gruppo di ragazzi nigeriani ha atteso di fronte all’abitazione che il corpo venisse trasportato nell’obitorio del cimitero comunale. </div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/morti02/alex-owie.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – L’ha trovato un amico quando è entrato nella sua abitazione per svegliarlo. Era il loro rito mattutino. Ma gli occhi, Alex Owie, nigeriano di 28 anni, non potrà più riaprirli. E’ morto da solo, nella notte. Dopo l’amara scoperta, avvenuta ieri mattina in Bastioni Carlo V, il connazionale è uscito fuori dall’abitazione disperato, chiedendo aiuto. Ha chiamato i carabinieri, che sono prontamente intervenuti. Non c’è stato, purtroppo, bisogno di chiamare i soccorsi. Per il 28enne non c’era già più niente da fare. Nel tardo pomeriggio un esame chiarirà che si è trattato di morte naturale. Arresto cardio-circolatorio per edema polmonare, per la precisione. Immediatamente si è sparsa la notizia nella comunità nigeriana che vive a Brindisi. Come in altre occasioni, quando un connazionale si è trovato in difficoltà o ha subito un torto, è scattata la solidarietà di bandiera, quella a bande verdi e bianche del Paese africano. Un gruppo di ragazzi nigeriani ha atteso di fronte all’abitazione che il corpo venisse trasportato nell’obitorio del cimitero comunale. </div> Oria, trovato con un chilo e mezzo di droga: arrestato 2012-05-16T11:29:05Z 2012-05-16T11:29:05Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17925:oria-trovato-con-un-chilo-e-mezzo-di-droga-arrestato&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/rocco-santese.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />ORIA - I Carabinieri del N.O.R. – Aliquota Operativa – della Compagnia di Francavilla Fontana a conclusione di una specifica attività di indagine hanno tratto in arresto in flagranza di reato Rocco Santese, 46enne, e denunciato in stato di libertà il fratello Cosimo, 39enne, entrambi del posto, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di munizionamento e ricettazione. I militari hanno eseguito una perquisizione presso la falegnameria di Santese estesa poi alle abitazioni dei due, a seguito di una segnalazione anonima giunta sull’utenza 112 che informava i militari della presenza di un ingente quantitativo di droga nella disponibilità del Santese. Le operazioni di perquisizione hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro Kg. 1,2 di "eroina" e gr. 130 di "cocaina", già confezionate in dosi di vario taglio, due bilancini di precisione e strumenti vari per il taglio e confezionamento della droga, tre flaconi di "metadone", 200 cartucce calibro 9x21 e 2 cartucce calibro 7.65, tutte illegalmente detenute. L'arrestato è ora ristretto nel Carcere di Brindisi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.</div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/rocco-santese.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />ORIA - I Carabinieri del N.O.R. – Aliquota Operativa – della Compagnia di Francavilla Fontana a conclusione di una specifica attività di indagine hanno tratto in arresto in flagranza di reato Rocco Santese, 46enne, e denunciato in stato di libertà il fratello Cosimo, 39enne, entrambi del posto, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di munizionamento e ricettazione. I militari hanno eseguito una perquisizione presso la falegnameria di Santese estesa poi alle abitazioni dei due, a seguito di una segnalazione anonima giunta sull’utenza 112 che informava i militari della presenza di un ingente quantitativo di droga nella disponibilità del Santese. Le operazioni di perquisizione hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro Kg. 1,2 di "eroina" e gr. 130 di "cocaina", già confezionate in dosi di vario taglio, due bilancini di precisione e strumenti vari per il taglio e confezionamento della droga, tre flaconi di "metadone", 200 cartucce calibro 9x21 e 2 cartucce calibro 7.65, tutte illegalmente detenute. L'arrestato è ora ristretto nel Carcere di Brindisi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.</div> Ritrovato giovane nigeriano senza vita 2012-05-16T08:40:57Z 2012-05-16T08:40:57Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17924:ultimora-ritrovato-giovane-nigeriano-senza-vita&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/cronaca25/morte-nigeriano.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI - E' stato ritrovato questa mattina, in un appartamento di via Bastioni Carlo V, il corpo senza vita di un ragazzo nigeriano di 28 anni. A dare l'allarme un suo amico, che era andato lì per svegliarlo. Sul luogo sono giunti i Carabinieri della Compagnia di Brindisi. Il corpo del giovane è stato trasportato all'obitorio del cimitero di Brindisi per un primo esame esterno, che permetterà di svelare le cause del decesso. Gli investigatori sono orientati a catalogare l'episodio come morte naturale.</div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/cronaca25/morte-nigeriano.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI - E' stato ritrovato questa mattina, in un appartamento di via Bastioni Carlo V, il corpo senza vita di un ragazzo nigeriano di 28 anni. A dare l'allarme un suo amico, che era andato lì per svegliarlo. Sul luogo sono giunti i Carabinieri della Compagnia di Brindisi. Il corpo del giovane è stato trasportato all'obitorio del cimitero di Brindisi per un primo esame esterno, che permetterà di svelare le cause del decesso. Gli investigatori sono orientati a catalogare l'episodio come morte naturale.</div> Spaccio di droga, eseguite due ordinanze di custodia cautelare in carcere 2012-05-16T06:57:45Z 2012-05-16T06:57:45Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17923:spaccio-di-droga-eseguite-due-ordinanze-di-custodia-cautelare-in-carcere&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/forze-ordine/gdf02.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />FASANO - Alle prime ore del mattino, militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Brindisi, in collaborazione con quelli del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.i.p.  - dott. Giuseppe Licci, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica presso Tribunale di Brindisi - Dott. Luca Buccheri. Il provvedimento restrittivo ha riguardati due persone già note alle forze dell'ordine baresi, A.V. di 52 anni e A.F. di 58, ritenuti responsabili di spaccio di sostanza stupefacente, in concorso con A.P. di 32 anni (fasanese) già destinatario di misura cautelare in carcere eseguita, nel mese di dicembre dello scorso anno, nell'ambito dell'operazione "Coke". Nella pregressa attività investigativa, condotta dalle Fiamme Gialle, furono sequestrati complessivamente 400 grammi di sostanze stupefacenti del tipo hashish ed eroina.</div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/forze-ordine/gdf02.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />FASANO - Alle prime ore del mattino, militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Brindisi, in collaborazione con quelli del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.i.p.  - dott. Giuseppe Licci, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica presso Tribunale di Brindisi - Dott. Luca Buccheri. Il provvedimento restrittivo ha riguardati due persone già note alle forze dell'ordine baresi, A.V. di 52 anni e A.F. di 58, ritenuti responsabili di spaccio di sostanza stupefacente, in concorso con A.P. di 32 anni (fasanese) già destinatario di misura cautelare in carcere eseguita, nel mese di dicembre dello scorso anno, nell'ambito dell'operazione "Coke". Nella pregressa attività investigativa, condotta dalle Fiamme Gialle, furono sequestrati complessivamente 400 grammi di sostanze stupefacenti del tipo hashish ed eroina.</div> Cup, continuano le indagini 2012-05-16T05:26:02Z 2012-05-16T05:26:02Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17912:cup-continuano-le-indagini&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/provincia/asl-mesagne.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />MESAGNE - Buio cupo, fosco, tenebroso. Nessuna idea su chi possa essere stato l’autore della rapina effettuata l’altro ieri pomeriggio ai danni dell’Asl. Un volto, al momento, sconosciuto. Nessuno sa, nessuno ha visto. E così l’incasso di un mese di pagamenti di ticket, una somma pari a 60 mila euro, si sarebbe volatilizzata nel nulla. Incredibile.  Gli investigatori del commissariato di polizia di Mesagne indagano, interrogano, si informano. Mille ipotesi ma pochissimi elementi per aprirsi una pista.  Alessandro, l’impiegato che lunedì pomeriggio, alle ore 18.00, ha sentito sulla schiena la canna di una pistola, ieri non si è presentato a lavoro. Ha preferito prendere un giorno di ferie e restarsene a casa per superare lo shock, la paura. E’ rimasto ad Erchie per tentare di dimenticare quella brutta avventura. Alessandro, subito dopo la rapina, è stato soccorso da due infermieri e da una donna addetta alle pulizie. Si è sentito male, al limite dello svenimento ed è stato subito portato presso il vicino Pronto Soccorso dell’ospedale San Camillo de Lellis dove è rimasto sotto osservazione. <br /></div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/provincia/asl-mesagne.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />MESAGNE - Buio cupo, fosco, tenebroso. Nessuna idea su chi possa essere stato l’autore della rapina effettuata l’altro ieri pomeriggio ai danni dell’Asl. Un volto, al momento, sconosciuto. Nessuno sa, nessuno ha visto. E così l’incasso di un mese di pagamenti di ticket, una somma pari a 60 mila euro, si sarebbe volatilizzata nel nulla. Incredibile.  Gli investigatori del commissariato di polizia di Mesagne indagano, interrogano, si informano. Mille ipotesi ma pochissimi elementi per aprirsi una pista.  Alessandro, l’impiegato che lunedì pomeriggio, alle ore 18.00, ha sentito sulla schiena la canna di una pistola, ieri non si è presentato a lavoro. Ha preferito prendere un giorno di ferie e restarsene a casa per superare lo shock, la paura. E’ rimasto ad Erchie per tentare di dimenticare quella brutta avventura. Alessandro, subito dopo la rapina, è stato soccorso da due infermieri e da una donna addetta alle pulizie. Si è sentito male, al limite dello svenimento ed è stato subito portato presso il vicino Pronto Soccorso dell’ospedale San Camillo de Lellis dove è rimasto sotto osservazione. <br /></div> Autobus intrappolato nel passaggio a livello 2012-05-16T05:23:14Z 2012-05-16T05:23:14Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17911:autobus-intrappolato-nel-passaggio-a-livello&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/provincia/ff-passaggio-livello.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />FRANCAVILLA - Intrappolati sui binari a bordo di un pullman dell’Stp, 20 persone hanno vissuto momenti di terrore rischiando di essere travolti da un treno. L’episodio, che sembrerebbe uscito dalla penna di  Stephen King o da un film di Dario Argento, è accaduto nei giorni scorsi sulla provinciale che collega Oria a Francavilla Fontana e ha coinvolto un autobus della linea Brindisi – Villa Castelli.  Tutto comincia quando  le sbarre si alzano normalmente dopo il passaggio di un convoglio. Manca qualche minuto alle 19 e 30. Le auto in coda attraversano la strada ferrata in direzione della Città degli Imperiali, ma quando è la volta del pullman, le sbarre si riabbassano senza alcun preavviso sonoro né segnale luminoso. Il mezzo con a bordo i passeggeri rimane incastrato: davanti ha una sbarra che gli impedisce la corsa mentre l’altra gli piomba sulla cappotta. Inevitabile il panico a bordo.  Due donne sono colte da malore mentre tra gli altri passeggeri serpeggia la paura. L’autista con estremo sangue freddo cerca di riportare la calma rassicurando tutti che si è trattato di un guasto momentaneo. Ma intanto il tempo passa e la situazione non cambia: il conducente allerta quindi i carabinieri. Da Oria e Francavilla Fontana arrivano due pattuglie: i militari sollecitano i responsabili della stazione ferroviaria cittadina a risolvere l’increscioso problema che ha tra l’altro bloccato la strada provinciale in entrambi i sensi di marcia. </div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/provincia/ff-passaggio-livello.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />FRANCAVILLA - Intrappolati sui binari a bordo di un pullman dell’Stp, 20 persone hanno vissuto momenti di terrore rischiando di essere travolti da un treno. L’episodio, che sembrerebbe uscito dalla penna di  Stephen King o da un film di Dario Argento, è accaduto nei giorni scorsi sulla provinciale che collega Oria a Francavilla Fontana e ha coinvolto un autobus della linea Brindisi – Villa Castelli.  Tutto comincia quando  le sbarre si alzano normalmente dopo il passaggio di un convoglio. Manca qualche minuto alle 19 e 30. Le auto in coda attraversano la strada ferrata in direzione della Città degli Imperiali, ma quando è la volta del pullman, le sbarre si riabbassano senza alcun preavviso sonoro né segnale luminoso. Il mezzo con a bordo i passeggeri rimane incastrato: davanti ha una sbarra che gli impedisce la corsa mentre l’altra gli piomba sulla cappotta. Inevitabile il panico a bordo.  Due donne sono colte da malore mentre tra gli altri passeggeri serpeggia la paura. L’autista con estremo sangue freddo cerca di riportare la calma rassicurando tutti che si è trattato di un guasto momentaneo. Ma intanto il tempo passa e la situazione non cambia: il conducente allerta quindi i carabinieri. Da Oria e Francavilla Fontana arrivano due pattuglie: i militari sollecitano i responsabili della stazione ferroviaria cittadina a risolvere l’increscioso problema che ha tra l’altro bloccato la strada provinciale in entrambi i sensi di marcia. </div> Uccise dopo una lite: 15 anni di reclusione 2012-05-16T05:18:53Z 2012-05-16T05:18:53Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17910:uccise-dopo-una-lite-15-anni-di-reclusione&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/foto-arresti/valente-antonio.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – “Uccise Giuseppe Gioia dopo una lite con due coltellate”: Antonio Valente, 39 anni, è stato condannato a quindici anni di reclusione per l’omicidio avvenuto il pomeriggio della Vigilia di Natale del 2010, davanti all’ingresso di un bar di Ceglie Messapica, sulla strada per Villa Castelli.La vittima aveva 44 anni, era sposato ed era padre di due figli. La sentenza. Il giudizio di primo grado è arrivato a conclusione nel pomeriggio di ieri, quando la Corte d’Assise del Tribunale di Brindisi, presieduta da Valerio Fracassi, ha letto il dispositivo della sentenza, rinviando per le motivazioni a quaranta giorni: i giudici, togati e popolari, hanno riconosciuto all’imputato le generiche e l’attenuante della provocazione sulla base delle risultanze dell’istruttoria dibattimentale, prevalente sulla recidiva contestate, e hanno disposto il pagamento di una provvisionale di quarantamila euro alla vedova di Gioia e ai familiari che si sono costituiti parte civile nel processo con l’avvocato Cosimo Deleonardis. L’accusa. Il rappresentante della pubblica accusa, Giuseppe De Nozza, aveva invocato la pena di ventitré anni di reclusione, previo riconoscimento delle generiche, ma non della provocazione, non ritenendo sussistenti i presupposti per arrivare a una simile affermazione. </div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/foto-arresti/valente-antonio.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – “Uccise Giuseppe Gioia dopo una lite con due coltellate”: Antonio Valente, 39 anni, è stato condannato a quindici anni di reclusione per l’omicidio avvenuto il pomeriggio della Vigilia di Natale del 2010, davanti all’ingresso di un bar di Ceglie Messapica, sulla strada per Villa Castelli.La vittima aveva 44 anni, era sposato ed era padre di due figli. La sentenza. Il giudizio di primo grado è arrivato a conclusione nel pomeriggio di ieri, quando la Corte d’Assise del Tribunale di Brindisi, presieduta da Valerio Fracassi, ha letto il dispositivo della sentenza, rinviando per le motivazioni a quaranta giorni: i giudici, togati e popolari, hanno riconosciuto all’imputato le generiche e l’attenuante della provocazione sulla base delle risultanze dell’istruttoria dibattimentale, prevalente sulla recidiva contestate, e hanno disposto il pagamento di una provvisionale di quarantamila euro alla vedova di Gioia e ai familiari che si sono costituiti parte civile nel processo con l’avvocato Cosimo Deleonardis. L’accusa. Il rappresentante della pubblica accusa, Giuseppe De Nozza, aveva invocato la pena di ventitré anni di reclusione, previo riconoscimento delle generiche, ma non della provocazione, non ritenendo sussistenti i presupposti per arrivare a una simile affermazione. </div> Last minute, spuntano anche le intercettazioni 2012-05-16T05:16:26Z 2012-05-16T05:16:26Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17909:last-minute-spuntano-anche-le-intercettazioni&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/foto-arresti/penna-ercole.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – Quattro anni fa quando nessuno avrebbe mai immaginato che un uomo del calibro di Ercole Penna, alias “Lino u’ biondu”, potesse pentirsi, la Dda si era già messa al lavoro sulla Sacra Corona Unita dei tempi moderni, partendo dall’osservazione di un gruppo di persone tra Brindisi, Mesagne e San Pietro Vernotico per arrivare all’ascolto con richiesta di intercettazioni.  Le telefonate. Le conversazioni telefoniche sono state “scoperte” ieri mattina per la prima volta, in occasione dell’udienza del processo con rito abbreviato incardinato davanti al gup Ines Casciaro del Tribunale di Lecce, chiamato a decidere sulle posizioni di sette brindisini, tutti arrestati “Last Minute” il 28 dicembre 2010, sulla base dei primissimi verbali firmati da Penna in veste di “dichiarante”. Il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, Alberto Santacatterina ha chiesto l’acquisizione di quattro telefonate che risalgono al 2008 ritenendo che si tratti di dialoghi importanti ai fini dell’affermazione non solo dell’esistenza, o meglio, della resistenza della Sacra Corona Unita in provincia di Brindisi ai blitz, ma della partecipazione di alcuni degli imputati come Lucio Annis di San Pietro e Angelo Buccarella, originario di Mesagne. </div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/foto-arresti/penna-ercole.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – Quattro anni fa quando nessuno avrebbe mai immaginato che un uomo del calibro di Ercole Penna, alias “Lino u’ biondu”, potesse pentirsi, la Dda si era già messa al lavoro sulla Sacra Corona Unita dei tempi moderni, partendo dall’osservazione di un gruppo di persone tra Brindisi, Mesagne e San Pietro Vernotico per arrivare all’ascolto con richiesta di intercettazioni.  Le telefonate. Le conversazioni telefoniche sono state “scoperte” ieri mattina per la prima volta, in occasione dell’udienza del processo con rito abbreviato incardinato davanti al gup Ines Casciaro del Tribunale di Lecce, chiamato a decidere sulle posizioni di sette brindisini, tutti arrestati “Last Minute” il 28 dicembre 2010, sulla base dei primissimi verbali firmati da Penna in veste di “dichiarante”. Il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, Alberto Santacatterina ha chiesto l’acquisizione di quattro telefonate che risalgono al 2008 ritenendo che si tratti di dialoghi importanti ai fini dell’affermazione non solo dell’esistenza, o meglio, della resistenza della Sacra Corona Unita in provincia di Brindisi ai blitz, ma della partecipazione di alcuni degli imputati come Lucio Annis di San Pietro e Angelo Buccarella, originario di Mesagne. </div> I marò della "Lexie" insieme ai famigliari di Latorre e Girone 2012-05-15T06:11:07Z 2012-05-15T06:11:07Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17898:i-maro-della-qlexieq-insieme-ai-famigliari-di-latorre-e-girone&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/cronaca25/messa-mar.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI - I marò del San Marco, tornati dal servizio sulla “Enrica Lexie”, stretti ai famigliari di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, per ricevere il riconoscimento della XV edizione del premio “Marco Roveda”. Renato Voglino: “Siamo felici di essere tornati, ma il nostro cuore è ancora nel Kerala”. Oggi a tre mesi dall’inizio del calvario dei Leoni del reggimento brindisino, ancora pochi i passi fatti nella direzione della migliore conclusione della vicenda italo-indiana che sta tenendo con il fiato sospeso intere nazioni. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone i protagonisti principali dell’affare internazionale. Lo scorso 15 febbraio erano a bordo della petroliera tricolore “Enrica Lexie”, con loro il sergente Renato Voglino di Brindisi, il sottocapo di prima classe Massimo Andronico di Surbo, Lecce, e i sottocapi di terza classe Antonio Fontana e Alessandro Conte, rispettivamente di Vico del Gargano, Foggia, e di Pulsano, Taranto.  Tutti uomini della Marina Militare italiana. Tutti Leoni “per mare e per terram”, disposti a mettere repentaglio la propria vita pur di portare a termine la loro missione. </div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/cronaca25/messa-mar.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI - I marò del San Marco, tornati dal servizio sulla “Enrica Lexie”, stretti ai famigliari di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, per ricevere il riconoscimento della XV edizione del premio “Marco Roveda”. Renato Voglino: “Siamo felici di essere tornati, ma il nostro cuore è ancora nel Kerala”. Oggi a tre mesi dall’inizio del calvario dei Leoni del reggimento brindisino, ancora pochi i passi fatti nella direzione della migliore conclusione della vicenda italo-indiana che sta tenendo con il fiato sospeso intere nazioni. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone i protagonisti principali dell’affare internazionale. Lo scorso 15 febbraio erano a bordo della petroliera tricolore “Enrica Lexie”, con loro il sergente Renato Voglino di Brindisi, il sottocapo di prima classe Massimo Andronico di Surbo, Lecce, e i sottocapi di terza classe Antonio Fontana e Alessandro Conte, rispettivamente di Vico del Gargano, Foggia, e di Pulsano, Taranto.  Tutti uomini della Marina Militare italiana. Tutti Leoni “per mare e per terram”, disposti a mettere repentaglio la propria vita pur di portare a termine la loro missione. </div> Sciabiche, arrivano i varchi 2012-05-15T05:38:59Z 2012-05-15T05:38:59Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17892:sciabiche-arrivano-i-varchi&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/viebrindisi/sciabiche.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – Da Monza a Brindisi, zona Sciabiche, per mettere a punto e realizzare il “sistema di rilevazione dei veicoli” in vista del divieto di accesso per le auto, eccezione fatta per quelle delle forze dell’ordine e dei soccorsi: il Comune ha aggiudicato la gara a una spa che ha sede in Brianza. Il bando. La fornitura ritenuta più conveniente è arrivata dalla società per azioni “Project Automotion” che ha sede legale in Brianza, zona della Lombardia nota per la concentrazione di imprese: è la prima classificata, stando alle valutazioni fatte dai componenti della commissione nominati ad hoc, dopo la pubblicazione del bando che risale all’11 luglio scorso. L’Ente cittadino ha preso in esame il prezzo e ha valutato le caratteristiche squisitamente tecniche dell’impianto destinato a regolare le Sciabiche che dovrebbero diventare zona a traffico limitato nell’ambito del progetto del water-front tenuto a battesimo dalla precedente Amministrazione (quella guidata da Domenico Mennitti). Il prezzo complessivo è pari a 34.800 euro, Iva inclusa, di cui 34.200 a base d’asta e seicento per oneri della sicurezza che, in quanto tali, non possono essere soggetti a ribasso: l’ultimo passo da compiere per arrivare alla stipulazione del contratto d’appalto per atto pubblico amministrativo tra il Comune di Brindisi e la spa, è costituita dalla “produzione da parte della stessa ditta della cauzione definitiva, della prescritta certificazione Antimafia e dal pagamento delle spese contrattuali”. </div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/viebrindisi/sciabiche.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – Da Monza a Brindisi, zona Sciabiche, per mettere a punto e realizzare il “sistema di rilevazione dei veicoli” in vista del divieto di accesso per le auto, eccezione fatta per quelle delle forze dell’ordine e dei soccorsi: il Comune ha aggiudicato la gara a una spa che ha sede in Brianza. Il bando. La fornitura ritenuta più conveniente è arrivata dalla società per azioni “Project Automotion” che ha sede legale in Brianza, zona della Lombardia nota per la concentrazione di imprese: è la prima classificata, stando alle valutazioni fatte dai componenti della commissione nominati ad hoc, dopo la pubblicazione del bando che risale all’11 luglio scorso. L’Ente cittadino ha preso in esame il prezzo e ha valutato le caratteristiche squisitamente tecniche dell’impianto destinato a regolare le Sciabiche che dovrebbero diventare zona a traffico limitato nell’ambito del progetto del water-front tenuto a battesimo dalla precedente Amministrazione (quella guidata da Domenico Mennitti). Il prezzo complessivo è pari a 34.800 euro, Iva inclusa, di cui 34.200 a base d’asta e seicento per oneri della sicurezza che, in quanto tali, non possono essere soggetti a ribasso: l’ultimo passo da compiere per arrivare alla stipulazione del contratto d’appalto per atto pubblico amministrativo tra il Comune di Brindisi e la spa, è costituita dalla “produzione da parte della stessa ditta della cauzione definitiva, della prescritta certificazione Antimafia e dal pagamento delle spese contrattuali”. </div> "Voi giudici ascoltate solo i pentiti e li pagate" 2012-05-15T05:35:15Z 2012-05-15T05:35:15Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17891:qvoi-giudici-ascoltate-solo-i-pentiti-e-li-pagateq&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/foto-arresti02/alessandro-perez.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – “Signor giudice avrei delle cose da dire: non è vero quello che sostiene il pentito, io lo conosco a malapena Ercole Penna, ci saremmo visti qualche volta a Mesagne, in un bar. Niente di più. Io ho famiglia e non ho soldi: adesso chi cresce i miei figli? Voi ascoltate solo quello che dicono i collaboratori e li pagate”. L’applauso. Ha ricevuto l’applauso del pubblico presente in fondo all’aula Metrangolo del Tribunale, Alessandro Perez, imputato con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni del titolare del Bar Betty. Gli hanno battuto le mani i familiari che hanno voluto assistere all’udienza: sono stati in silenzio durante l’ascolto del pentito Ercole Penna in videoconferenza, ma quando sono arrivate le dichiarazioni spontanee del ragazzo si sono fatti sentire a modo loro. L’imputato, difeso da Serafino Debonis, ha chiesto la parola ieri, in attesa di sostenere l’”esame” per respingere al mittente gli addebiti mossi da Ercole Penna, le cui affermazioni sono confluite in un altro procedimento penale, quello che mercoledì scorso ha portato agli arresti sotto la voce “Die Hard”. </div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/foto-arresti02/alessandro-perez.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – “Signor giudice avrei delle cose da dire: non è vero quello che sostiene il pentito, io lo conosco a malapena Ercole Penna, ci saremmo visti qualche volta a Mesagne, in un bar. Niente di più. Io ho famiglia e non ho soldi: adesso chi cresce i miei figli? Voi ascoltate solo quello che dicono i collaboratori e li pagate”. L’applauso. Ha ricevuto l’applauso del pubblico presente in fondo all’aula Metrangolo del Tribunale, Alessandro Perez, imputato con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni del titolare del Bar Betty. Gli hanno battuto le mani i familiari che hanno voluto assistere all’udienza: sono stati in silenzio durante l’ascolto del pentito Ercole Penna in videoconferenza, ma quando sono arrivate le dichiarazioni spontanee del ragazzo si sono fatti sentire a modo loro. L’imputato, difeso da Serafino Debonis, ha chiesto la parola ieri, in attesa di sostenere l’”esame” per respingere al mittente gli addebiti mossi da Ercole Penna, le cui affermazioni sono confluite in un altro procedimento penale, quello che mercoledì scorso ha portato agli arresti sotto la voce “Die Hard”. </div> Rapina a mano armata: colpo da 60mila euro all'Asl 2012-05-15T05:31:05Z 2012-05-15T05:31:05Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17890:rapina-a-mano-armata-colpo-da-60mila-euro-allasl&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/provincia/asl-mesagne.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />MESAGNE - “Fermati. Non ti muovere, non ti girare: è una rapina.  Dammi la busta con il denaro e non ti accadrà nulla; non fare scherzi se non vuoi che finisce male”.  Un attimo: nemmeno il tempo di rendersi conto di cosa stesse accadendo e sono stati rapinati 60 mila euro al Cup (centro unico prenotazioni) dell’Asl, in via Panareo. E’ accaduto ieri nel pomeriggio, poco dopo le ore 18.00, all’ora della chiusura degli sportelli. L’impiegato, Alessandro, non ha replicato: non si è mosso ed ha immediatamente consegnato il bustone al rapinatore senza girarsi. Solo dopo ha visto, con la coda dell’occhio, fuggire un giovane, dall’apparente età di trenta anni, con in testa un cappello con visiera per non farsi riconoscere. In mano impugnava una pistola che aveva puntato contro le spalle del malcapitato impiegato. Nella sala di attesa del centro prenotazioni dell’Asl a quell’ora non c’era più nessuno. L’unico sportello che ieri pomeriggio era rimasto aperto aveva esposto il cartello “chiuso” da qualche minuto. Alessandro stava sistemando la documentazione, aveva appena aperto la cassaforte per depositare l’incasso del pomeriggio. In cassaforte c’era l’incasso della scorsa settimana. Molto probabilmente nel corridoio dove sono situati gli ambulatori medici c’era qualcuno che, senza farsi notare, stava seguendo le ultime operazioni. </div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/provincia/asl-mesagne.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />MESAGNE - “Fermati. Non ti muovere, non ti girare: è una rapina.  Dammi la busta con il denaro e non ti accadrà nulla; non fare scherzi se non vuoi che finisce male”.  Un attimo: nemmeno il tempo di rendersi conto di cosa stesse accadendo e sono stati rapinati 60 mila euro al Cup (centro unico prenotazioni) dell’Asl, in via Panareo. E’ accaduto ieri nel pomeriggio, poco dopo le ore 18.00, all’ora della chiusura degli sportelli. L’impiegato, Alessandro, non ha replicato: non si è mosso ed ha immediatamente consegnato il bustone al rapinatore senza girarsi. Solo dopo ha visto, con la coda dell’occhio, fuggire un giovane, dall’apparente età di trenta anni, con in testa un cappello con visiera per non farsi riconoscere. In mano impugnava una pistola che aveva puntato contro le spalle del malcapitato impiegato. Nella sala di attesa del centro prenotazioni dell’Asl a quell’ora non c’era più nessuno. L’unico sportello che ieri pomeriggio era rimasto aperto aveva esposto il cartello “chiuso” da qualche minuto. Alessandro stava sistemando la documentazione, aveva appena aperto la cassaforte per depositare l’incasso del pomeriggio. In cassaforte c’era l’incasso della scorsa settimana. Molto probabilmente nel corridoio dove sono situati gli ambulatori medici c’era qualcuno che, senza farsi notare, stava seguendo le ultime operazioni. </div> Chiesa gremita per Pietro e Mattia 2012-05-15T05:26:45Z 2012-05-15T05:26:45Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17889:chiesa-gremita-per-pietro-e-mattia&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/morti02/pietro-dellacorte.jpg" border="0" title="Pietro Della Corte, il padre" width="200" height="200" align="left" /><img class="caption" src="immagini_sito/morti02/mattia-dellacorte.jpg" border="0" title="Mattia, il figlio" width="200" height="200" align="left" />FRANCAVILLA FONTANA - Una folla immensa, nonostante la fitta pioggia, si è unita ieri pomeriggio nel grande e ultimo abbraccio all’ingegnere Pietro Della Corte, 51 anni, e al figlio Mattia di 15 anni, deceduti domenica scorsa a causa dello schianto dell’ultraleggero a bordo del quale stavano sorvolando il kartodromo di Torricella, a un paio di chilometri dalla costa jonica, nei presso di Torre Ovo, in provincia di Taranto. Duemila persone, forse molte di più se si contano quelle rimaste sul sagrato perché non potevano entrare nella chiesa dello Spirito Santo stracolma. Stretti attorno alla moglie Carmela, stimato medico del 118, e a tutti i parenti, c’erano i rappresentanti politici e istituzionali della città, il presidente della Provincia Massimo Ferrarese insieme ad alcuni assessori, il senatore Euprepio Curto, i compagni di scuola di Mattia e i tanti amici e conoscenti dello stimato ingegnere. Dora Tamborrino, preside della scuola media statale “Bilotta-Marone” frequentata da Federica, secondogenita dei coniugi Della Corte, ha ricordato l’impegno del padre che, in qualità di presidente del consiglio di istituto, ha sempre donato il suo tempo con generosità. </div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/morti02/pietro-dellacorte.jpg" border="0" title="Pietro Della Corte, il padre" width="200" height="200" align="left" /><img class="caption" src="immagini_sito/morti02/mattia-dellacorte.jpg" border="0" title="Mattia, il figlio" width="200" height="200" align="left" />FRANCAVILLA FONTANA - Una folla immensa, nonostante la fitta pioggia, si è unita ieri pomeriggio nel grande e ultimo abbraccio all’ingegnere Pietro Della Corte, 51 anni, e al figlio Mattia di 15 anni, deceduti domenica scorsa a causa dello schianto dell’ultraleggero a bordo del quale stavano sorvolando il kartodromo di Torricella, a un paio di chilometri dalla costa jonica, nei presso di Torre Ovo, in provincia di Taranto. Duemila persone, forse molte di più se si contano quelle rimaste sul sagrato perché non potevano entrare nella chiesa dello Spirito Santo stracolma. Stretti attorno alla moglie Carmela, stimato medico del 118, e a tutti i parenti, c’erano i rappresentanti politici e istituzionali della città, il presidente della Provincia Massimo Ferrarese insieme ad alcuni assessori, il senatore Euprepio Curto, i compagni di scuola di Mattia e i tanti amici e conoscenti dello stimato ingegnere. Dora Tamborrino, preside della scuola media statale “Bilotta-Marone” frequentata da Federica, secondogenita dei coniugi Della Corte, ha ricordato l’impegno del padre che, in qualità di presidente del consiglio di istituto, ha sempre donato il suo tempo con generosità. </div> Alfredo, col suo casco anche nell'ultimo viaggio 2012-05-15T05:22:16Z 2012-05-15T05:22:16Z /index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17888:alfredo-col-suo-casco-anche-nellultimo-viaggio&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280 <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/cronaca25/funerale-alfredo.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – I funerali di Alfredo Genovese sono stati accompagnati da un dolore vivo ma composto. In centinaia, ieri mattina, hanno gremito la Chiesa Ave Maris Stella del rione Casale per rendere l’estremo saluto allo sfortunato 23enne morto sabato pomeriggio sulla strada litoranea, nei pressi del villaggio Acque Chiare, a seguito di un tragico incidente stradale. Alfredo era in sella a una moto, la grande passione della sua vita. Non a caso,il feretro del ragazzo era sormontato da un casco. Mamma Gabriella, insegnante di italiano all’istituto industriale Giorgi, papà Lorenzo, titolare fino a pochi anni fa di una tabaccheria in via Carducci, nel rione Paradiso, e la sorella maggiore Erika, studentessa universitaria, sono stati circondati da un enorme calore umano. Alfredo aveva una sensibilità fuori dal comune e la capacità di sorridere alla vita anche nei momenti più difficili. Il 23enne, studente di Chimica presso l’università di Ferrare, sapeva che le due ruote potevano comportare dei rischi. Per questo, sabato pomeriggio, poco prima di mettersi alla guida della sua Suzuki mille per una scampagnata pomeridiana, aveva salutato la mamma e la sorella con un bacio. “Si dà sempre un bacio – aveva detto Alfredo alle due donne della sua vita – prima di fare un giro in moto”. Tutti conoscevano l’amore del 23enne per le due ruote.  </div> <div align="justify"><img class="caption" src="immagini_sito/cronaca25/funerale-alfredo.jpg" border="0" width="200" height="200" align="left" />BRINDISI – I funerali di Alfredo Genovese sono stati accompagnati da un dolore vivo ma composto. In centinaia, ieri mattina, hanno gremito la Chiesa Ave Maris Stella del rione Casale per rendere l’estremo saluto allo sfortunato 23enne morto sabato pomeriggio sulla strada litoranea, nei pressi del villaggio Acque Chiare, a seguito di un tragico incidente stradale. Alfredo era in sella a una moto, la grande passione della sua vita. Non a caso,il feretro del ragazzo era sormontato da un casco. Mamma Gabriella, insegnante di italiano all’istituto industriale Giorgi, papà Lorenzo, titolare fino a pochi anni fa di una tabaccheria in via Carducci, nel rione Paradiso, e la sorella maggiore Erika, studentessa universitaria, sono stati circondati da un enorme calore umano. Alfredo aveva una sensibilità fuori dal comune e la capacità di sorridere alla vita anche nei momenti più difficili. Il 23enne, studente di Chimica presso l’università di Ferrare, sapeva che le due ruote potevano comportare dei rischi. Per questo, sabato pomeriggio, poco prima di mettersi alla guida della sua Suzuki mille per una scampagnata pomeridiana, aveva salutato la mamma e la sorella con un bacio. “Si dà sempre un bacio – aveva detto Alfredo alle due donne della sua vita – prima di fare un giro in moto”. Tutti conoscevano l’amore del 23enne per le due ruote.  </div>